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Il Blog di Lucy

Bhutan, l’ultimo paradiso in Terra

A sentir parlare del Bhutan, si finisce per credere che sia un luogo che non esista.

In Bhutan, le emissioni di CO2 sono ben oltre sotto lo zero e il parametro utilizzato per definire lo sviluppo della nazione è la Felicità Interna Lorda.

Ma dov’è il Bhutan?

Si tratta di un piccolo Paese sospeso tra Cina e India, incastonato tra le vette himalayane. Gli abitanti sono solo 700 000 e seppure sulla carta si tratti di un paese sottosviluppato, in realtà, se si osserva più attentamente, ci si accorge di quanto sia florido e prosperoso.

I re del Bhutan e la democrazia

Il merito è della guida attenta e illuminata di una serie di sovrani, che hanno lavorato incessantemente per garantire un equilibrio nello sviluppo sociale, economico, culturale e delle risorse naturali della nazione. L’ultimo Re ha infine deciso di “imporre” nel 2007 la democrazia ai suoi sudditi, nonostante questi non l’avessero chiesta né desiderata. La figura del re è ancora presente ed è stata inserita all’interno della costituzione.

Il Bhutan è diventato noto a livello globale per via dell’espressione Felicità Nazionale Lorda (FNL), un parametro scelto dai suoi governanti per verificare lo sviluppo della nazione, al posto del più classico Prodotto Interno Lordo (PNL).

Perché è un luogo speciale?

Gli abitanti del Bhutan possono contare su una serie di servizi, implementati nel corso del tempo. Per merito di una buona gestione delle risorse, tutti possono avere accesso all’istruzione e i più meritevoli, persino agli studi universitari a costo zero. Anche l’assistenza sanitaria è interamente a carico dello stato.

Arte, architettura, cibo, festività, monaci e monasteri vengono costantemente celebrati.

Le foreste del Bhutan sono tutte foreste primarie, ricchissime di biodiversità. Come definito dalla costituzione almeno il 60% del territorio deve rimanere coperto da foreste e oggi questo numero si aggira intorno al 72%.

Per semplificare la vita agli animali selvaggi, i bhutanesi hanno addirittura creato dei corridoi “verdi” per unire tutte le foreste. Così gli animali possono spostarsi con semplicità attraverso i diversi tipi di vegetazione.

Biodiversità e nuovi farmaci

Il Bhutan è considerato un hotspot biologico per l’elevato livello di biodiversità che ospita e protegge. Per fare solo alcuni esempi, il Bhutan, ampio grossomodo come la Svizzera, custodisce 200 specie di mammifere, tutta l’Europa geografica ne ospita 219. E ancora ha 227 specie di uccelli, contro i 700 dell’Europa e 900 specie di farfalle, moltissime se si confrontano con le 482 specie europee.

Anche per questo si crede che le foreste bhutanesi possano celare nuovi farmaci, molecole sconosciute finora, che potrebbero diventare potenzialmente nuove medicine.

Emissioni di Carbonio e Riscaldamento Globale

Sapete qual è l’unico paese al mondo a emissioni zero?

Che domande, il Bhutan! Per la precisione, a emissioni negative! E sebbene sia triste che sia l’unico, noi non possiamo evitare di celebrarne le virtù.

L’intero paese genera 2,2 milioni di tonnellate di CO2, ma le sue foreste ne assorbono 7 ogni anno.

In Bhutan, la corrente dei fiumi viene sfruttata per produrre energia pulita, e la produzione eccedente viene esportata. L’energia venduta, evita che milioni di tonnellate di CO2 vengano rilasciati nell’atmosfera dai paesi vicini.

Entro il 2020 i bhutanesi esporteranno abbastanza elettricità da compensare l’emissione di 17 milioni di tonnellate di CO2. E qualora dovessero decidere di sfruttare anche solo il 50% del loro potenziale idroelettrico potrebbero evitare che circa 50 milioni di tonnellate di CO2 vengano liberate nell’atmosfera ogni anno.

Le loro promesse

Ma il cambiamento climatico colpisce anche loro. I laghi ghiacciati del Bhutan, ne hanno 2700, cominciano a sciogliersi e alcuni hanno già fatto danni a valle.

Il cambiamento delle temperature colpisce tutti, indistintamente, e va al di là delle virtù dei singoli popoli.

Per questo il Bhutan ha deciso di rimanere a emissioni zero per sempre.

Come stanno mantenendo la promessa?

Attraverso una serie di iniziative e azioni:

-Forniscono energia elettrica gratuita ai contadini nelle aree rurali. In questo modo sperano che gli agricoltori non utilizzino il legname per cucinare

-Investono nel trasporto sostenibile e sovvenzionano l’acquisto di veicoli elettrici

-Stanno incentivando l’acquisto di luci a LED ed eliminando completamente l’uso della carta

-Per la gestione dei rifiuti hanno creato un programma nazionale denominato ‘Clean Bhutan’

-Attraverso il programma ‘Green Bhutan’ stanno piantando alberi in tutto il paese

-Ogni anno destinano delle risorse per la prevenzione del bracconaggio, della caccia, degli scavi e dell’inquinamento

-Aiutano economicamente gli abitanti dei loro parchi per aiutarli a gestire le foreste, condurre una vita migliore in armonia con la natura e adattarsi al cambiamento climatico

Dove trovano i soldi?

Hanno lanciato una raccolta fondi per la protezione dell’ambiente, rinominata ‘Bhutan for Life’. L’obiettivo è di ottenere dei fondi di transizione da donatori individuali, enti ed istituzione in modo da non fermare il processo in corso. Al governo occorrerebbero 15 anni per mettere da parte i soldi necessari, ma nessun paese può permettersi di regredire per così tanto tempo.

Solo una volta raccolti tutti i fondi, circa 43 milioni di euro, questi verranno sbloccati e utilizzati. E una volta terminati, il governo avrà la forza di farsi carico delle spese interamente e per sempre.

Credit foto: Image by Suket Dedhia from Pixabay

Bibliografia

MQDC for all well-being

TED

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