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Il Blog di Lucy

Come mangiare in modo sostenibile e allo stesso tempo salutare

Alcune ricerche dimostrano che anche piccoli cambiamenti nella nostra alimentazione possono avere un impatto e fare la differenza.

Alimentazione e cambiamento climatico

Circa il 26% delle emissioni di gas serra deriva dalla produzione di cibo. Più della metà di queste emissioni (circa il 15%) provengono dalla produzione di carne. Inoltre, metà delle emissioni dovute alla produzione di carne, sono dovute al consumo di manzo e agnello.

Tirando le somme, l’allevamento di questi due animali, è il principale responsabile delle emissioni di CO2 associate all’industria alimentare.

Per questo, a detta degli scienziati, una dieta sostenibile, è una dieta che prevede un basso apporto di proteine da fonte animale.

Ogni tipo di cibo ha una sua impronta ecologica!

Scopriamo quale:

Cibo Emissione di CO2 (per kg di cibo)
Manzo 13,3 Kg
Pollame 3,5 Kg
Maiale 3,25 Kg
Burro 23,8 Kg
Formaggio stagionato 8,5 Kg
Uova 1,95 Kg
Formaggio morbido 1,95 Kg
Margarina 1,35 Kg
Yogurt 1,25 Kg
Latte 0,95 Kg
Mele 0,55 Kg
Fragole 0,3 Kg
Pane integrale 0,75 Kg
Pane bianco 0,65 Kg

Come il cibo contribuisce al riscaldamento?

-Le foreste sono preziose riserve di biodiversità e di alberi, e come noto, questi ultimi sono importanti attori nel processo di riduzione della CO2 presente nell’atmosfera. Su base giornaliera, in varie parti del mondo, porzioni intere di foreste vengono spazzate via per fare spazio ad allevamenti di bestiame e all’agricoltura.

-Un altro importante contributo alla produzione di gas serra arriva dagli animali ruminanti. Questi (mucche, pecore, capre), quando digeriscono il loro cibo, producono CH4 ovvero metano, un gas serra 25 volte più potente della CO2. Anche il letame prodotto dagli animali e le risaie rilasciano metano.

-Quattro quinti dei terreni agricoli sono dedicati alla produzione di cibo per nutrire animali da allevamento. Se potessimo sostituire, anche solo in parte, le proteine animali con cibo vegetale, potremmo eliminare gran parte della produzione CO2 di cui siamo direttamente responsabili.

-Infine, notevoli quantità di combustibili fossili, vengono adoperati per alimentare i macchinari dell’industria agricola, per produrre i fertilizzanti e per il trasporto del cibo finito.

Rapporto Lancet

Il rapporto della EAT-Lancet Commission on Food, Planet, Health è stato stilato da 37 scienziati e altri esperti provenienti da 16 paesi del mondo.

L’obiettivo comune era quello di definire una dieta sostenibile e salutare, che combattesse le malattie croniche presenti nelle popolazioni dei paesi ricchi e migliorasse la nutrizione dei popoli che abitano i paesi poveri, senza distruggere il pianeta.

Dieta proposta dal rapporto

E’ stato proposto un modello di alimentazione che prevede la riduzione della quantità di zuccheri e carne rossa e allo stesso tempo un aumento della quantità di vegetali, legumi e frutta secca.

La carne rossa, secondo lo studio, dovrebbe essere consumata nella quantità di 7 grammi al giorno fino a un massimo di 14, più o meno una porzione scarsa di carne rossa a settimana. Piuttosto, si consiglia di essere più generosi con le carni bianche. Ammesse due porzioni di pesce e pollo a settimana, poco più di 1 uovo in 7 giorni e un bicchiere di latte al giorno o l’equivalente in formaggi.

Completano i pasti della settimana, verdura, frutta, legumi e pochi cereali o ortaggi amidacei, come la patata.

La “vera” dieta mediterranea, potrebbe essere un ottimo compromesso

La buona notizia è che non dobbiamo diventare vegani e nemmeno vegetariani per abbassare la nostra impronta ecologica.

Confrontando l’impatto ambientale di vari stili di dieta è emerso, che la dieta mediterranea, ha un impatto di poco superiore sia alla dieta vegetariana che a quella vegana.

Se tutti ci attenessimo a questa dieta, potremmo ridurre del 15% le emissioni responsabili dei cambiamenti climatici, entro il 2050.

Ma se ancora non volessimo adottare questo tipo di dieta, anche solo dimezzando la porzione di carne rossa che mangiamo, potremmo avere una riduzione significativa del nostro impatto e allo stesso tempo essere più in salute.

Cosa prevede la dieta mediterranea?

-Pesce e pollame a cadenza settimanale

-Manzo una volta al mese

-Pasti ricchi di verdure

-Olio di oliva invece del burro

Bibliografia

Focus

Focus

La Stampa

Time for Change

Science Daily

Vox

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