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Il Blog di Lucy

In cerca di una vita semplice e divertente

“La vita è semplice. Abbiamo sempre una scelta”

-Jon Jandai

La principale attività di Jon Jandai è imparare. Imparare come vivere con semplicità e divertimento. Ma perché? Per dirlo con le sue parole, si impara per capire come vivere la propria vita e come farlo nella maniera più semplice che esista.

Come possiamo procurarci facilmente il cibo?

Qual è il modo più semplice di costruire una casa?

Come ricaviamo ciò di cui abbiamo bisogno con semplicità?

Jon Jandai

Jon Jandai è un agricoltore e un promotore del concetto di resilienza.

Photo Credit: ChiangMaiCityLife

Nasce in una famiglia povera del nord della Thailandia.

Quando nel suo villaggio arrivò l’elettricità e quindi la televisione, era ancora un ragazzino. Fu allora che cominciò a confrontarsi con il mondo esterno e a prendere consapevolezza della condizione di povertà in cui viveva.

In quel periodo, per la prima volta nella sua vita, cominciò a dubitare di sé stesso.

Così all’età di 19 anni decide di trasferirsi in città, a Bangkok, e di cominciare a studiare legge in cerca di soldi e successo.

Vita a Bangkok

Durante il periodo universitario Jon studia molto e fa 3 lavori per potersi mantenere. Nonostante si impegni moltissimo, fatica a procurarsi la cena, e vive in una stanza molto piccola che condivide con altre persone.

Comincia a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nel sistema.

Quante ore al giorno dovrà lavorare per essere ricco?

Ritorno a Ban Pao

Così sceglie di abbandonare l’università, tornare a casa e ricominciare a vivere come facevano gli adulti quando lui era un bimbo. All’epoca nessuno era costretto a lavorare otto ore al giorno. Gli adulti lavoravano due mesi l’anno per 2 ore al giorno. In quelle ore di lavoro, coltivavano i campi, in modo da avere sufficiente cibo per nutrirsi.

E Jon comincia a fare lo stesso. Inizia a coltivare la terra per due mesi l’anno, ricavando sufficiente riso per sfamare la sua famiglia di 6 persone e vendendo l’eccedente. Crea due laghetti per i pesci così da avere pesce tutto l’anno. Coltiva un orto, meno di 2000 metri quadrati, e impiega 15 minuti al giorno per prendersene cura. Possiede più di 30 varietà di verdure, e produce più di quanto riesca a consumare, per questo destina una parte del raccolto alla vendita. Non usa pesticidi e insetticidi.

Pun Pun

Nel 2003 decide di creare un centro di formazione, Pun Pun, in cui accoglie volontari da tutto il mondo. A Pun Pun arriva chi desidera apprendere come vivere in maniera sostenibile e semplice.

Jon inoltre ha scelto di custodire qui i semi locali e di creare una sorta di collezione accessibile a tutti gratuitamente.

Sostiene che le colture che crescono da semi locali sono ricche di sapore e più forti perché vengono forgiate dall’ambiente locale.

Inoltre crede che, possedere diverse varietà di semi offra, a lui e alla sua famiglia, una certa sicurezza alimentare. Avere più varietà per lo stesso tipo di coltura, rende più sicuro il raccolto. In caso di avversità, alcune varietà di una coltura si comportano meglio rispetto ad altre. E questo assicura il raccolto in qualsiasi situazione e dunque rende più semplice sopravvivere in condizioni estreme.

La realtà attuale della Thailandia è molto diversa da quella sperimentata da Jon Jandai.

Gli agricoltori thailandesi comprano i semi da grosse multinazionali. Questa è una delle ragioni per cui i semi indigeni stanno scomparendo.

I semi venduti dalle multinazionali hanno costi altissimi e se a questo si aggiunge che un contadino compra da loro anche pesticidi e fertilizzati, si può capire perché oggi si parla tanto di debito degli agricoltori. Ne avevamo già parlato nell’articolo sul fast fashion, clicca qui se ne vuoi sapere di più.

Ecco perché Jon Jandai si impegna costantemente a insegnare agli agricoltori come conservare i semi indigeni e li offre loro gratuitamente.

Casa

Poco dopo aver rinunciato agli studi universitari sposa un’americana e nel 1995 si reca per la prima volta in America. Qui visita una comunità di nativi americani e scopre le case in terracotta, strutture costruite con materiali locali e poco costosi. Rimane impressionato dalla loro durabilità e confortevolezza. Per questo decide di studiare come vengono costruite.

Da allora, una delle sue missioni, è imparare il modo più semplice di costruire abitazioni a partire da materiali locali e a costo zero come fango, bambù o plastica.

Jon narra che tuttora costruisce una casa all’anno. Impiega 3 mesi e due ore al giorno per 5 giorni a settimana. Alla fine del suo lavoro non ha nessun debito da risarcire. E molte case.

La sua conclusione?

Rispetto alle persone di “successo” non deve lavorare 8 ore al giorno per pagare un mutuo di 30 anni. Ha molto più tempo libero. E precisamente 29 anni e 9 mesi di libertà in più.

Vita da adulti

Secondo l’opinione di Jon, da adulte, una volta terminata l’università, le persone si sentano impaurite e smarrite: pensano di non saper fare niente, non essere autosufficienti, dover guadagnare. Sono insicure, spaventate e per questo cercano sicurezza nei soldi.

Da adulti sono infelici perché credono di dover lavorare tutta la vita per avere uno stipendio, pagare i loro debiti e nulla di più.

Invece Jon crede che imparando a fare affidamento sugli altri piuttosto che solo su sé stessi, e staccandosi dal sistema economico, si possa imparare come rispondere ai 4 bisogni fondamentali dell’uomo: cibo, casa, vestiti e salute. In questo modo si può vivere liberamente e impiegare il proprio tempo come meglio si desidera.

Bibliografia

Canale Youtube Ted Talks, Life is easy, To be Different

Canale Youtube Japan Documentaries

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