• Coming Soon...

Il Blog di Lucy

Jadav Payeng, c’è vita dove prima c’era solo morte e desolazione

Jadav Payeng ha trasformato un territorio estremamente arido in una foresta lussureggiante.

India, Fiume Brahmaputra e Isola di Majuli

Brahmaputra è un fiume molto lungo, che attraversa diversi stati tra cui Tibet, Cina, India e Bangladesh.

Ogni anno, durante i Monsoni, il fiume straripa provocando alluvioni, morti e distruggendo tutto ciò che incontra lungo le sue rive, popolate da milioni di persone e sede di case e fattorie.

In India, a livello della regione di Assam, Brahmaputra si biforca in due rami che si riuniscono dopo 100 km; la striscia di terra tra i due bracci si chiama Majuli, l’isola alluvionale più grande al mondo.

Dal 1917 ad ora l’isola ha perso, a causa dell’erosione, circa metà delle sue terre e gli scienziati pensano che tra 15-20 anni Majuli possa scomparire del tutto.

La storia

Jitu Kalita è un giornalista e fotografo. Il fiume Bramhaputra è il luogo dove svolge la maggior parte del suo lavoro. Un giorno, nel 2009, mentre attraversava il fiume, avvistò qualcosa di strano. Sembrava una rigogliosa foresta nel mezzo di una terra arida. E aveva proprio ragione.

Scorse un uomo. Si avvicinò per fargli qualche domanda, ma fu aggredito. Quell’uomo lo aveva scambiato per un bracconiere. Chiarito il malinteso, cominciarono a chiacchierare e Jitu poté finalmente conoscere la storia di quel luogo.

L’uomo che incontrò si chiama Jadav Payeng, ed era stato proprio lui a piantare l’intera foresta. Aveva cominciato a lavorarci nel 1979, quando aveva 16 anni.

Jitu rimase profondamente colpito dal racconto, tanto da scriverci un articolo. Ed è proprio per merito suo, che la sua storia è giunta fino a noi.  

Perché ha deciso di piantare una foresta?

Durante un’alluvione e nel periodo di siccità successivo ad essa, Jadav aveva assistito alla morte di moltissimi serpenti. Il territorio era completamente spoglio e la mancanza di alberi rendeva impossibile agli animali trovare riparo.

Fu questo il motivo che lo spinse. Partì dagli alberi più semplici da gestire: bambù e pioppo nero. Man mano che il terreno diventava più fertile aumentò il tipo di varietà di alberi.

Credit foto: Carlo Bevilacqua; Fonte foto: Konbini.com

Foresta di Molai

A distanza di 40 anni, dove prima c’era una terra arida e disastrata, adesso vive una foresta rigogliosa, grande quanto Central Park (550 ettari, come 77 campi di calcio) che ospita numerose specie di animali: bengala, rinoceronti, cinghiali, tigri, cervi, rettili e uccelli.

Jadav racconta, che la più grande minaccia alla foresta è l’uomo stesso, che “consuma tutto finché non rimane nulla”. Ed è quindi proprio dall’uomo e dai suoi interessi economici che spesso ha dovuto difenderla.

Il suo sogno è di espanderla fino a ricoprire l’intera Majuli e anche Jahart. Per questo dice di voler piantare fino all’ultimo giorno della sua vita.

Premi e riconoscimenti

Nel 2015 gli è stato consegnato il Padma Shri, la quarta più alta onorificenza civile della Repubblica indiana. Numerosi sono i documentari girati su di lui e recentemente è anche stato scritto un libro per bambini, “Jadav and the Tree-Place”, sulla sua storia.

Bibliografia

Youtube 1

Youtube 2

Youtube 3

Youtube 4

Coscienze in rete

Credit delle foto dell’articolo: Carlo Bevilacqua; Fonte foto: Konbini.com

LOVE IT. SHARE IT.

Jadava Payeng Foresta di molai, Storia di jadav Payeng

Be Kind,
Be Creative,
Be Beautiful.

Lucy In The Box -  All rights Reserved 2018 Privacy Policy Cookie Policy