• Coming Soon...

Il Blog di Lucy

Riforestazione urbana, un metodo per far crescere una foresta secolare in soli 10 anni in piccoli spazi dismessi

Riuscire a creare foreste per lavoro, in varie parti del mondo, partendo da terreni e condizioni climatiche molto diverse, non è sicuramente semplice. Ma è quello che ha fatto un ingegnere industriale, avvalendosi di un metodo economico ed efficiente.

Origine del metodo

Si chiama metodo Miyawaki dal nome del botanico che l’ha messo a punto. E’ stato sperimentato in quasi tutto il mondo con successo e ha consentito di piantare oltre 30 milioni di alberi, in 3000 località differenti.

Si basa su 3 capisaldi, una foresta deve:

-essere composta da specie autoctone

-essere esente da manutenzione

-crescere rapidamente

Shubhendu ha riproposto il metodo in un’ottica ingegneristica

Shubhendu Sharma ha preso in prestito questo metodo e, con alcune modifiche, è riuscito ad adeguarlo alle esigenze di aziende, scuole, fattorie, fabbriche, case, resort, condomini, parchi pubblici e persino zoo.

fonte foto: TED

Shubhendu e Miyawaki si conobbero quando il primo lavorava come ingegnere industriale per conto della Toyota.

Dopo l’incontro, Shubhendu, impressionato dal lavoro che Miyawaki aveva portato avanti per conto della Toyota, provò a ricreare una foresta nel giardino di casa sua, affascinato dal concetto di costruire con la natura, piuttosto che costruire distruggendola. Decise in quel momento che quello sarebbe stato il lavoro che avrebbe voluto fare per il resto della sua vita. Per questo decise di fondare la sua azienda, Afforestt.

Come Afforestt costruisce una foresta

Si comincia analizzando il suolo per capirne le caratteristiche. Potrebbe, ad esempio, essere talmente compatto da non lasciare penetrare l’acqua, oppure talmente friabile da non trattenerla. Per questo si interviene aggiungendo della biomassa locale e specifica per migliorare le sue prestazioni.

Per arricchire il terreno, invece che aggiungere nutrienti, si agisce imitando la natura. Per questo si utilizzano i microorganismi, in grado di produrre nutrimento in modo del tutto naturale. Con loro il terreno respira e vive di nuovo.

Successivamente si studiano le specie di alberi da piantare. La scelta ricade sulle specie autoctone, presenti in quel territorio prima dell’intervento umano. Se ne cercano tracce e testimonianze nei parchi nazionali o nei boschi sacri. Se non si trova alcun indizio si prosegue la ricerca nei musei o nei vecchi quadri, nelle poesie e nella letteratura locale.

Di solito vengono selezionate una cinquantina di specie, raggruppabili in quattro categorie di altezza differente, in modo da ottenere un bosco stratificato e con un alto livello di biodiversità.

Infine si determinano i rapporti per ciascuno strato, sulla base di che tipo di foresta si vuole ottenere. Ne esistono molte. Solo per fare qualche esempio, le foreste possono essere sempreverdi, di alberi da frutto o ricche di fiori.

Si raccolgono i semi, si lasciano germogliare e infine si mettono a dimora le piantine. Sulla superficie si sparge uno strato di pacciame, in modo da preservare il terreno e fare in modo che rimanga umido anche quando fa caldo e non si geli in inverno.

Condizioni ottimali per la rigenerazione perpetua della foresta

Questo tipo di foresta nei primi 2-3 anni di vita richiede cura e attenzione. In seguito diventa completamente autonoma e stabile. Infatti la vegetazione cresce talmente fitta da non lasciar passare quasi alcun raggio di luce. In questo modo il terreno rimane umido e non crescono più le erbacce. Qualsiasi goccia di pioggia che cade sulla foresta non evapora più. In queste condizioni, le foglie degli alberi, quando cadono, iniziano immediatamente a decomporsi e trasformarsi in nutrimento per la foresta.

Caratteristiche della foresta di Shubhendu e vantaggi offerti

Diversità, densità e autosostentamento sono le tre caratteristiche che Shubhendu crede che una foresta debba avere.

I suoi clienti ottengono, al costo di uno smartphone, una foresta secolare nel giro di 10 anni.

Infatti, con questa tecnica, la foresta cresce 10 volte più velocemente che in natura, è 30 volte più fitta e la sua biodiversità è 100 volte superiore. Questo vuol dire anche, che la foresta assorbe 30 volte più CO2 e trattiene meglio il rumore e la polvere.

I proprietari della foresta in questo modo, possono godere di una meravigliosa vista e del contatto con la vita selvaggia. La foresta, infatti, attrae numerose specie di uccelli e animali, che trovano finalmente casa anche in città.

Bibliografia

Ashoka.org

Youtube

Afforestt

Iodonna

Photo by Chris Abney on Unsplash

Image by bere von awstburg from Pixabay

LOVE IT. SHARE IT.

metodo miyawaki, riforestazione urbana, shubhendu sharma

Be Kind,
Be Creative,
Be Beautiful.

Lucy In The Box -  All rights Reserved 2018 Privacy Policy Cookie Policy