The Plummery, Kat dall’Australia racconta come riesce a produrre tantissimo cibo nel suo giardino urbano

E’ meraviglioso come questo periodo storico consenta a tutti di sentirsi più connessi.

Mentre eravamo alla ricerca di una storia di sostenibilità da raccontare (a proposito ne avete una che vorreste che raccontassimo? Scriveteci e saremo felici di raccontarla!) ci siamo imbattuti in quella di Kat Lavers.

Australiana, dei dintorni di Melbourne, la sua storia è arrivata a noi tramite un video postato nel canale youtube happen films. Curiosi abbiamo googlato il suo nome, e in un attimo abbiamo trovato il suo sito web e la sua pagina instagram, e quasi già ci sembra di conoscerla.

E’ possibile produrre una quantità significativa di cibo in un pezzo di terra urbano dalle dimensioni piuttosto comuni?

Kat produce frutta, verdura, erbe varie e uova. In una quantità sufficiente a sfamare due persone, lei e il suo partner, più ospiti regolari (volontari che arrivano lì tramite l’associazione WWOOF) durante l’intero arco dell’anno. Circa 480 Kg di cibo l’anno. E sorprendentemente, nonostante il periodo di progettazione dell’orto sia stato più dispendioso in termini di risorse, la quantità di lavoro che l’orto normalmente richiede loro è di circa 4 ore a settimana.

Quindi la risposta alla domanda del titolo sembra essere: assolutamente SI !!!

Cos’è WWOOF in Italia?

Dal sito wwoof.it:

WWOOF Italia (WorldWide Opportunities on Organic Farms) è un’Associazione di Promozione Sociale che mette in contatto i volontari con una rete di 700 realtà agricole naturali disseminate in tutto il paese.

Il progetto The Plummery, un esperimento per riconnettersi con il cibo e la terra

Nella progettazione del suo spazio 10×10 m2 ha utilizzato i principi della permacultura (sotto trovate la definizione del termine tratta da wikipedia).

Il progetto non nasce per rendere l’abitazione del tutto autosufficiente dal punto di vista alimentare.

Ciò che Kat vorrebbe costruire, come spiega nel video, è quello che chiama “community dependence”, ovvero una rete locale di condivisione.

Come? Ottenendo parte del cibo dal suo orto e acquistando il resto da produttori locali. Ad esempio grano, olio e prodotti caseari li acquista a km zero, dato che non li produce direttamente.

Questo riduce imballi, sprechi, trasporti, uso di pesticidi ed evita di sostenere la produzione tradizionale di cibo con tutte le conseguenze in termini di impatto ambientale che essa comporta.

Toccare la terra, sentirla a piedi nudi, accarezzare le piante, ascoltare i suoni della natura. Connettersi con il vicinato e conoscere persone da tutto il mondo. Questa storia ci invita a valutare i vantaggi di un approccio più lento, meno affannoso e più connesso con noi stessi, la natura e le altre persone.

Qui trovate il video di Happen Films su Kat

Questi i contatti di Kat:

Sito

Instagram

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Dizionario

Permacultura (da Wikipedia):  è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare bisogni della popolazione quali cibofibre ed energia e al contempo presentino la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali.
Il metodo della permacoltura è stato sviluppato a partire dagli anni settanta da Bill Mollison e David Holmgren attingendo da varie aree quali architetturabiologiaselvicolturaagricoltura e zootecnia.

Bibliografia

Happen Films

Retrosuburbia

Photo by chuttersnap on Unsplash

Photo by Markus Spiske on Unsplash

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Credit immagine copertina Suburbia

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